domenica, 15 giugno 2008
Penso si recensisca da solo...



postato da: IThink alle ore 22:40 | Permalink | commenti
categoria:
domenica, 09 marzo 2008
IRRECENSIBILE: Quarto Potere.

Che dire...bella la Storia, ottima l'interpretazione di Orson Welles, geniale e innovativo dal punto di vista tecnico.
Ha resistito fin dalla Nascita ai tentativi di boicottaggio di William Randolph Hearst, cui si è ispirato Welles per la storia e per il protagonista (Charles Foster Kane),  ed è stato premiato dal pubblico e dalla critica negli anni a venire (è uscito nelle sale il primo maggio 1941): ancora oggi è al primo posto nella classifica dei migliori cento film di tutti i tempi: non so se è il più bello, ma merita di essere visto e rivisto da tutti!
postato da: IThink alle ore 16:57 | Permalink | commenti (2)
categoria:
mercoledì, 20 febbraio 2008
Grande Serata al Bishop (Lancusi, SA): Musica Live...e che musica!!!
  • Marcello Di Leonardo , Batteria;
  • Julian Mazzariello, Piano;
  • Dario Rosciglione...o meglio, doveva esserci, ma purtroppo non è potuto venire! Al suo posto è venuto un sassofonista, un certo Alfonso Deidda!!!

Tutti ECCEZIONALI!!! Suonavano da Dio...ma più di tutti ho adorato il pianista: era una vita che non mi divertivo tanto a veder suonare un piano! Ad un certo punto il trio è diventato un quartet, poichè si è aggiunto un loro amico: Bruno Marcozzi, percussionista; Suonava in piedi, praticamente appoggiando temporaneamente le percussioni su un tavolo del locale.
Descrivo un "pezzo" su tutti: era un bel pezzo jazz. All'improvviso comincia la vera improvvisazione: Mazzariello fa girare Deidda e comincia ad improvvisare, sul sound precedente, un pezzo Blues; Mazzariello improvvisa una melodia e Deidda la ripete (o almeno ne ripete una simile, improvvisandoci sù!). Questo per due o tre melodie diverse. Poi si invertono i ruoli: Deidda improvvisa e Mazzariello lo segue. Ad un certo punto Di Leonardo cambia ritmo: inizia il reggae! 30 secondi e Mazzariello suona su quel ritmo "No Woman No Cry"...e dopo altri 30 secondi Deidda la sta suonando "in terza": una sinfonia!!! Sottofondo a tutto ciò una stupenda sequenza di suoni improvvisati da Marcozzi, ad accompagnare i tre artisti: che serata...e che ARTISTI!!!

postato da: IThink alle ore 01:26 | Permalink | commenti
categoria:
sabato, 05 gennaio 2008
Che  Film!!! Il titolo è "Prima che sia notte" ed è tratto dall'omonimo libro di Reinaldo Arenas (titolo originale "Before Night Falls"). Tratta della vita dello stesso scrittore. Cubano, figlio della rivoluzione di Castro inizialmente, poi perseguitato dallo stesso stato Castrista a causa dei suoi scritti e soprattutto della sua sessualità: essendo egli omosessuale, sia lui che i suoi scritti sono considerati "amorali" dal governo. A tratti divertente, a tratti "scabroso" (o amorale, per accontentare il governo cubano), il film riesce con forza a far rivivere a pieno tutti gli avvenimenti della vita di Arenas (e sono molti, infatti il film dura più di due ore) che con tenacia non nasconde mai la propria omosessualità e, stanco della censura e delle persecuzioni del governo, tenta in ogni modo di fuggire da una Cuba che, dopo la rivoluzione, è per i "diversi", opprimente e pericolosa.
Nel cast sono presenti anche Sean Penn e Johnny Deep. Particolari sono le DUE parti interpretate da quest'ultimo: omosessuale noto come Bon Bon che riesce a far uscire vari "pacchetti" dal carcere, portandoli "in profondità nell'intestino retto" (penso non ci sia bisogno di altre spiegazioni), e luogotenente del governo!!!
Stupenda l'interpretazione che
Javier Bardem fa di Reinaldo Arenas.  A dimostrazione di ciò, aggiungo che, alla Mostra Del Cinema di Venezia del 2000, Bardem ha vinto la "Coppa Volpi" come miglior attore; ha inoltre ricevuto la Nomination all'Oscar 2001 nella categoria Miglior Attore Protagonista (vinto però da Russell Crowe con Il Gladiatore: nessuna obiezione!!!). Sempre a Venezia, il film è stato premiato con il Premio Speciale della Giuria.
Ora bisognerebbe leggere il libro...

postato da: IThink alle ore 01:32 | Permalink | commenti (2)
categoria:
martedì, 13 novembre 2007
Un breve post per un bel libro: Il teorema del pappagallo di Denis Guedj. Grazie a questo libro ed al successo da esso avuto in molte nazioni, Guedj "dimostra" il "concetto" su cui si basano i suoi scritti: "anche i concetti possono dare emozioni: per questo li racconto e li 'metto in scena'". Ed effettivamente il romanzo descrive la storia della matematica e ne spiega i concetti basilari (e non solo) in un modo molto semplice, inserendo il tutto in una storia che non posso che definire "piacevole". Capiamo così in che modo i matematici sono arrivati a quei concetti che tanto ci fanno crucciare fin dalle scuole elementari; come la maggior parte di tali concetti siano molto più semplici e intuitivi di quanto può sembrare ad uno studente che li affronti per la prima volta (accademicamente parlando...i prof non è che ci facevano capire molto: "imparate a memoria queste formule"). E il perchè delle scelte fatte da tutti i matematici nel corso dei tempi (ad esempio: perchè introdurre i numeri immaginari?). A chi ancora non ha deciso che la matematica non farà mai più parte della propria vita e a chi di matematica è appassionato consiglio di leggerlo.
postato da: IThink alle ore 19:20 | Permalink | commenti (2)
categoria:
domenica, 17 dicembre 2006

 

 

       

 

Semplicemente bravissima…e ti viene da chiedere per quale diavolo di motivo la Cortellessi lavora solo al teatro e le fanno fare miseri ruoli di affiancamento in tv invece che un bel programma tutto intero! Mah… sarà così l’Italia, infondo proprio come dice lei nel suo spettacolo: “Nostro Signore ha detto che gli ultimi saranno i primi, solo che si è dimenticato di dire…quando”.

 

 

Dal “City” di Bari,

 venerdì 15 Dicembre 2006

"Paola Cortellesi disoccupata incinta"

Un’operaia incinta si ritrova disoccupata alla vigilia del parto. Allora irrompe sul posto di lavoro prende in ostaggio la responsabile del suo licenziamento. È il punto di partenza dello spettacolo “Gli Ultimi saranno ultimi”, tragicommedia sul mondo del lavoro interpretata da Paola Cortellesi, che da sola mette in scena (tutto in una notte) i destini di una fredda dirigente d’azienda piegata alle leggi di mercato, un’ingenua poliziotta di provincia, un transessuale sarcastico e disilluso, un guardiano notturno e una saggia donna delle pulizie.

 

 

 

postato da: giorgiariccia alle ore 15:33 | Permalink | commenti (3)
categoria:
giovedì, 14 dicembre 2006

MISA FLAMENCA

Con Paco Peña e il coro Florilegium Vocis

Bari, Chiesa di San Marcello, 11 Dicembre 2006

Avreste mai potuto immaginare un'intera messa (non una celebrazione vera e propria, ma solo le musiche una dopo l'altra) interamente flamenca?

Eh si...è stata semplicemente spettacolare!!

postato da: giorgiariccia alle ore 17:37 | Permalink | commenti (2)
categoria:
sabato, 07 ottobre 2006

Da rockit.it:

La Kirsten’s Postcards esce con quella che potrebbe essere la summa di tutta la sua opera, diciamo pure il suo manifesto filosofico o la cosa migliore che aveva tra i suoi intenti – riuscita, per altro. Un tributo a quegli scozzesi, grazie a loro un po’ tutto è incominciato, ormai bisognava farlo. Questo era il momento e le capacità c’erano. Un lavoro impegnativo: contattare e riunire mezza Europa indie-pop e convincerla a registrare una canzone che sarebbe stata messa a disposizione di tutti in completo free download. C’è voluto un annetto. Ma sicuramente è stato tempo ben speso.
Manifesto filosofico, dicevamo perchè nella “Portami via di qua sto male” – prima traccia – si capisce che i Belle & Sebastian sono un immaginario preciso nella mente di molti. Adolescenti in crescita. Vittime emotive. Gente che al cinema piange e che con le ragazze fa fatica. E quindi B&S diventa, per molti indierockers, una campana di vetro sotto la quale ogni insicurezza è concessa, dove il dolore c’è ma insieme al conforto. Un mondo rivoluzionario, se volete. Sicuramente solo. Ma dolce da guardare e da vivere. “C’è sempre tempo per crescere” scriveva a riguardo uno dei blog legati alla Kirsten’s e questo tributo è tutto lì, in quei “giorni impiegati per” e nelle scuse che ci si inventa per non farlo. Questa l’idea. Poi i singoli pezzi rispecchiano ben altro, molto di più. Perché nelle mani di queste 20 bands le canzoni si irrigidiscono, si spolpano, si raffreddano nelle loro riedizioni elettroniche o si riducono a ballate solo voce e chitarra.
Stranamente l’album più saccheggiato è “Fold your hands child you walk like a peasant”- considerato uno dei meno riusciti -, molti pescano dal più recente “Push barman to open old wounds” - o comunque dai molti ep disseminati negli anni. Due soli citano “Tigermilk” – qui da segnalare The sad snowman, forse una delle migliori cover di tutto il disco. E i rimanenti vengono spartiti tra “If you're feeling… e “The boy with…”. Molti gli ottimi gruppi, particolarmente apprezzati: Bob Corn – geniale -, Austin Lace, Mr. 60 – ancora più sognanti dell’originale -, John Wayne shot me, The Niro – essenziali -, Canadians – molto twee pop. In più e infine - oltre all’indiscusso talento degli artisti che vi hanno partecipato – c’è da notare come queste canzoni funzionino anche messe fuori dalla cornice infantile che le ha create . Questi scozzesi non sono solo degli spacciatori di conforto in pillole ma dei songwriter capaci di scrivere pezzi che resistono all’usura e alla rielaborazione altrui tanto da avere vite parallele sempre. Canzoni eterne quindi. Per chi non lo sapesse ancora.

Aggiungo io:

a me piace molto questo gruppo, e anche questo disco di cover è piacevolissimo.

il sito da dove si può scaricare gratis: www.kirstenspostcard.com

e l’indirizzo del blog che è collegato all’etichetta: kirstensdiary.splinder.com

Aggiungo anche la copertina del disco. Che trovo incantevole

                                                        

postato da: francesco23 alle ore 17:34 | Permalink | commenti (1)
categoria:
sabato, 09 settembre 2006

La ballata delle prugne secche 

 di Pulsatilla (ed. Castelvecchi, 10€) 

Si tratta di una specie di autobiografia, perché non si può chiamare esattamente autobiografia, che si legge tutto d'un fiato e ti tiene incollato al libro!

Di certo non è un capolavoro della letteratura contemporanea e lei stessa riconosce di non aver avuto nessun intento in questo senso, ma non si riesce a staccarsi dal modo in cui lei, Valeria che non svela mai il cognome, alias Pulsatilla (Foggiana, classe 1981) riesce a raccontare le cose più comuni (come la prima volta, la ceretta, la dieta o la cellulite).Una 25enne, tutto sommato quasi mia coetanea, che, come dice lei, "giunta con un certo ritardo all'età della ragione" è fuggita da Foggia e ora vive a Roma!

E si va dall'infanzia con le bambole "maltrattate", all'adolescenza difficile (da cui le prugne secche, ma non voglio svelarvi il perché del titolo), alla vita a Milano per studio... E si passa attraverso i più svariati argomenti, dalla droga all'anoressia; dal divorzio alla masturbazione.

Forse un po' scurrile per alcuni, e non indicato alla lettura da parte della nonna della nostra giovane autrice, ma certamente un libro da leggere, come c'è scritto in quarta di copertina, con le lacrime agli occhi, un po' perché si ride (soprattutto per chi, come me, conosce abbastanza da vicino Foggia e provincia, ma anche per chi non la conosce) e un po' perché in certi punti i temi non sono per così dire leggeri.

Ma per come scrive lei, si può leggere anche un'ipotetica conversazione, con tanto di caffè e pasticcini, con l'inventore del t9 (assente nel libro, ma presente nel blog www.pulsatilla.splinder.com) e restarci inchiodati per ore!

Io, almeno, ve lo consiglio!

Pulsatilla, è in giro per le librerie per presentare il libro, se vi va di vederla. Io la vedrò il 27 di questo mese. E se vi va di sapere qualcos'altro, tipo perchè "pulsatilla", leggete il blog. Infondo ci trovate un link alla sua mail...se volete commentare!!

postato da: giorgiariccia alle ore 14:57 | Permalink | commenti
categoria:
giovedì, 15 giugno 2006

Ho appena finito di leggere l’ultimo e secondo libro di jonathan safran foer, scrittore americano, di washington, di ventinove anni. Il libro si chiama “molto forte, incredibilmente vicino” e per me è stata una specie di rivelazione. Racconta la storia di un bambino di nove anni, oskar, un bambino tutto particolare, che passa il suo tempo a fare strane e meravigliose invenzioni (un sistema di tubi collegato ai cuscini di tutti i letti di new york per raccogliere tutte le lacrime di chi piange prima di dormire, riversarle nel lago di central park e mostrare ogni giorno il livello di sofferenza della sua città) a leggere libri di astrofisica, e che si veste tutto di bianco. Oskar è tra quelli che la notte non dorme e piange sul cuscino, da quando suo padre è morto nell’attentato alle torri gemelle. Un giorno trova nella stanza in cui conserva tutte le cose di suo padre, dentro un vaso azzurro, una busta con dentro una chiave, e sulla busta la scritta black. Oskar decide allora di andare da tutti i mr e mrs black di new york alla ricerca di informazioni su quella chiave e sul padre, ed è una ricerca fantastica, che gli permette di sentirsi in qualche modo vicino al padre e di allontanare la sua morte e il dolore con la fantasia e la curiosità. Con le avventure di oskar tra i distretti di new york si intreccia la storia dei suoi nonni paterni, scappati dalla germania durante la seconda guerra mondiale, una storia dolorosa, di bombe, di amanti separati, di una città distrutta e di abbandoni.

 

Quello che lascia incantati è la ricerca di oskar in giro per new york, che insieme fa piangere e sorridere ed è raccontata con una grazia e con una leggerezza che lascia a bocca aperta e fa amare queste pagine. Alla delicatezza di queste, dei personaggi, degli incontri, dei dialoghi, raccontate attraverso gli occhi di un eccezionale bambino di nove anni, si mescola un generale sentimento di compassione e di malinconia. E tutte queste cose, compassione-malinconia-tenerezza-simpatia-tragedia-vita-morte-amore si attaccano al lettore, anche quando il libro è finito, e restano con lui. Vivamente consigliato, piacevolissima e commuovente lettura.

postato da: francesco23 alle ore 22:02 | Permalink | commenti (1)
categoria: